|
|
Concorso di poesia Patrizia Buracchi
a cura del Comitato per Patrizia
|
|
|
IX Edizione, anno 2025
Sabato 30 maggio 2026, alle ore 17, presso la chiesa di Sant’Angelo al Cassero a Castiglion Fiorentino, si è svolta la cerimonia di premiazione delle poesie.
Nel corso della cerimonia sono intervenute le autorità locali e la scrittrice, filosofa e poetessa Lucrezia Lombardo
Puoi vedere l’elenco delle poesie partecipanti su: 'Poesie pubblicate'
La giuria, formata da Nicola Caldarone, Ilaria Caspani e Lucia Marchesini ha dato i giudizi e assegnato i premi:
>> Sezione Adulti
1° classificata: PATRIZIA BURACCHI, LA VOCE CHE RESTA di Hamza Zirem
Dedicata alla compianta poetessa Patrizia Buracchi. L’autore traccia un profilo denso di riflessioni e immagini sulla natura dei sentimenti presenti nella sua poesia e traducibili in umana convivenza e fratellanza universale.
La sua presenza "continua a vegliare sul mondo". Patrizia Buracchi ha "lasciato nel silenzio una traccia che non svanisce, una gentilezza ostinata, una forza che non grida, una bellezza che non pretende di essere vista".
2° classificata: CUTRO 2023 di Giuseppe Pinelli
La poesia assume, in tempi di profonda crisi, un carattere di rilevante importanza. Cutro, località calabrese, con la sua tragedia di mare, lancia un grido di allarme di fronte a “l’eco del pianto di una bambina” e di fronte a “la supplica inascoltata degli adulti”. Profonde immagini accompagnano l’evolversi della tragedia: “mani grandi di tempesta, spalancano sgangherati portoni, scuotono i vetri della finestra, strappano agli alberi i limoni”.
3° classificata: LA BAMBINA CON LA BAMBOLA DI PEZZA di Alessandro Porri
La poesia si ispira al dramma di Gaza, tormentata dalla guerra con l’immagine di una terra “rovesciata a forza, non dal nobile e arcaico aratro, ma da gelida falce piovuta dal cielo”. In questo desolante sfondo appare “la bambina con la bambola di pezza, che cammina senza nome… si guarda intorno, smarrita, persa, dov’è il giardino con i suoi giochi? Le catene dell’altalena paiono prigioni”. Dense e originali le immagini che illuminano la triste realtà della guerra: “La scuola, e ciò che ne rimane, è là, accartocciata, come fosse un abbraccio, protegge banchi e quaderni colorati”.
Segnalazioni di merito ex equo:
L'ALBERO DI GELSO di Tiziana Monari
Proprio quando la vita si apre agli occhi dell’innocenza, nella sua bellezza, il male avanza e irrompe, distruggendo la sua sacralità, riducendola in polvere, come se non fosse mai esistita.
CLEOFE di Enrichetta Giornelli
La donna, ritratta abilmente dall’autrice, prende vita tra i versi, quasi fosse un film. Sembra di vedere Cleofe che ricama o che scalda le vecchie mani al fuoco. Si sente forte la nostalgia di una vita autentica, che ormai non esiste più.
SI DEVE di Gabriella Paci
La notte è lunga da far passare quando la mente non è sgombra. La notte è lunga quando si è da soli, la notte è lunga quando si ha paura. La notte è lunga. E questa notte l’autrice la trascorre in una selva buia; l’unico desiderio che ha è quello di poter rivedere la luce, poter rivedere le stelle (v.16). Solo chi ha attraversato il buio (v.1), ci ha nuotato (v.6), lo ha guardato (v.11), chi lo ha negli occhi, è tornato indietro e lo sa raccontare, può ritrovare la propria umanità.
CIELO DISUMANO di Stefano Milighetti
Le conseguenze dell’attuale scenario geopolitico sul piano orizzontale conducono l’autore su quello verticale, dove la richiesta a Dio di ascoltare la propria voce diventa così impellente da tradursi in un periodo ipotetico della realtà: Se Tu mi ascolti, cogli la mia voce (v.9). Ricevendo il silenzio in risposta, Ma il cielo tace, vuoto e disumano (v.12), la speranza diviene una preghiera laica, «Ti prego… bomba, cadi più lontano» (v.14).
UN UOMO SOLO di Piero Rossi
L'autore descrive un uomo che fa della solitudine e della rettitudine il proprio stile di vita, che ignora le inutili sceneggiate, ma è pronto a collaborare con chi lo rispetta. Riconosce i fatti che hanno valore e su questi fonda la sua crescita.
>> Sezione Studenti
1° classificata: SOPRAVVIVERE di Ana Gabriela Genito
Questo è un messaggio al mondo. Un grido muto, ma potente. Esisto e sono viva anche se fragile, scrive la ragazza. Nel testo emerge la consapevolezza del male di vivere e la fatica di compiere ogni atto quotidiano. Ma sottilmente si intravede la speranza di rompere e di resistere al muro dell’indifferenza perché non diventi abitudine.
2° classificata: PRESAGIO DI EROS di Matilde Milani
Attraverso molteplici indizi rilevatisi in differenti circostanze, nel sonno dei giardini immemori (v.1), dove il vento piega le spighe in ascolto (v.5), sotto la pelle (v.9), quando il sonno s’inarca nell’ombra (v.13), si assiste all’epifania dell’amore: Eros ride, o forse tace (v.15).
3° classificata: ESISTE ANCORA LA PACE? di Viola Amerighi
Il titolo del componimento parrebbe trovare risposta nel primo verso, la pace non è mai esistita. L’autrice, invece, racconta il proprio caos interiore e l’assenza di chiarezza proprie della sua giovanissima età, passando da sé alla collettività. Nonostante il male produca effetti negativi di fronte ai quali il dolore che prova Dio è immenso (v.6), l’uomo non modifica la propria condotta, L'uomo non è pronto (v.10). Pertanto, non può sussistere alcun cambiamento: l’umanità non riesce a scegliere il bene. Da qui, l’esortazione finale, Oh mente, apriti alla luce (v.13).
Segnalazioni di merito ex equo:
LA MIA STRADA di Alessandra Marin
Una ragazza che guarda al futuro con la speranza di trovare il suo posto, con calore, con rispetto e con i tanti sogni, anche se imperfetti.
LA LIBERTÀ di Michele Aiello
La poesia parla di un uomo dietro le sbarre: mentre paga la sua colpa, sogna la libertà perduta e tutto quello che gli manca; capisce così quanto sia preziosa. È una riflessione importante per chi si prepara ad affrontare la vita con un nuovo sguardo e con rispetto per gli altri.
MI FERMO A GUARDARTI di Irene Barchiesi
L’autrice esprime la gioia di avere una persona con cui condivide tutto, con cui si sente "a casa". È la persona giusta, sostiene, che dà emozioni e felicità più degli spettacoli pirotecnici, ed è il posto sicuro dove rifugiarsi.
ANIMA di Ginevra Bartolomei
Anche in una situazione difficile, la speranza la spinge a seguire una guida interiore, una luce che da senso alla vita.
L’AMORE di Matilde Maggi
La domanda che si pone l’autrice alla fine della poesia, restituisce al lettore una riflessione profonda e pungente dopo una lettura leggera e scanzonata: l’amore esiste davvero?
La riproduzione delle immagini è vietata, anche se parziale e/o elaborata
|
|
|
|
|