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Concorso di poesia Patrizia Buracchi
a cura del Comitato per Patrizia
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III Edizione, anno 2019
Sabato 25 maggio 2019, alle ore 17.30, presso l’auditorium delle Santucce a Castiglion Fiorentino, si è svolta la cerimonia di premiazione delle poesie.
Le foto della cerimonia di premiazione 2019 sono visibili su: ’Foto’
Puoi vedere l’elenco delle poesie partecipanti su: ’Poesie pubblicate’
La giuria, formata da Nicola Caldarone, Lucia Marchesini, Franca Canapini e Patrizia Fazzi ha dato i giudizi e assegnato i premi:
1° classificata: OÙ ILS FERMENT LES YEUX di Maria Grazia Vai
Grazie al sapiente uso di immagini coinvolgenti, suoni e figure retoriche, l’assenza della persona cara e il suo ricordo divengono desolato paesaggio dell’anima e risuonano profondamente nel lettore.
2° classificata: COME LE CIME DEI CIPRESSI AL CIELO di Antonella Riccardi
Lirica coinvolgente che si avvale di affascinanti immagini e numerose figure retoriche per esprimere il senso di appartenenza alla propria terra, sentita come un’oasi dove ritrovare completa la propria identità.
3° classificata: IL COLORE DELLE LACRIME di Stefania Siani
Il componimento, attraverso l’originale ricorso all’immagine delle lacrime di vario colore e ad un sapiente uso dell’anafora, esprime valori di solidarietà, speranza, pace, apertura al dolore del mondo.
Segnalazioni di merito ex equo:
DORMIVAN GLI EROI NELLA FORESTA DI RUMBULA di Aldo Forchia
Al ritmo di rima baciata, come una tragica filastrocca, si svela il massacro avvenuto nella pineta lituana nel 1941, in cui, in due giorni, furono uccisi 25.000 ebrei. A parlare è l’anima di uno di loro che, nonostante ormai sia libero da quella mostruosità, si strugge di nostalgia per quello che non ha potuto vivere.
UMILE FIORE di Andrea Legnani
Nel componimento emerge la natura intesa come madre governata dal caso e in perfetto equilibrio con se stessa, ma in contrasto con le nostre quotidiane piccolezze.
PRATI DI ASFODELO di Aldo Palmas
Il lettore avverte pungente un senso di smarrimento e di solitudine che, come nebbia, copre la bellezza delle cose, ma alla fine una luce di speranza dona un volto nuovo al mondo.
SENZA VERTIGINI di Stefania Calesini
Cristallina poesia in cui le ricercate e raggiunte semplicità e essenzialità, sia della struttura che della parola, fanno da specchio alla delicatezza dei sentimenti espressi.
QUIETE di Pietropaolo Pighini
L’autore, immerso in un’atmosfera di pace, dipinge un paesaggio bucolico che trasmette tranquillità e senso di protezione come può fare solo una madre.
PARAGRAFO 175 di Davide Rocco Colacrai
È un testo toccante che, avvalendosi dell’uso sapiente della parola e di una complessa trascinante sintassi, immerge il lettore in un’atmosfera cupa di totale disperazione collettiva, un inferno terreno. La dedica finale ne rinforza il valore e lo motiva.
RIFLESSI D’AMBRA di Ilaria Caspani
I versi creano sapientemente, sia sul piano metrico che della originalità delle immagini, un’atmosfera di struggente memoria del momento di distacco da una persona cara, rivivendolo come un “quadro” e poi riportandone i “riflessi” di luce vitale al presente.
La riproduzione delle immagini è vietata, anche se parziale e/o elaborata
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